Come molti altri blogger sono iscritto a Google Alerts per monitorare cosa dice la rete di me e dei miei racconti. Questa mattina mi sono ritrovato nella posta questo alert, direttamente dal sito Il grande colibrì: Racconti erotici in formato digitale: ecco lite editions.
Pieno di giubilo e speranze clicco. Dopo una bella e più che meritata presentazione a Maya Sokol, e una conclusione in cui sono lodate Livin Derevel e Daniela Barisone, leggo:
Pieno di giubilo e speranze clicco. Dopo una bella e più che meritata presentazione a Maya Sokol, e una conclusione in cui sono lodate Livin Derevel e Daniela Barisone, leggo:
Il livello offerto, purtroppo però, non è sempre alto, e, dalle vette di Sokol, si riesce a precipitare a livelli infimi. "Le avventure di Marcolino" dovrebbero rappresentare la "discesa agli inferi" autobiografica di un ragazzo gay alla scoperta dei "loschi misteri delle perversioni umane". Per fortuna l'autore ci ricorda ad ogni virgola quanto le sue esperienze siano depravate, peccaminose, corrotte, degenerate e dissolute, altrimenti il lettore distratto potrebbe addormentarsi per la banalità dei contenuti o irritarsi per lo stile inutilmente tronfio e spocchiosamente sovrabbondante.Improponibile.
Confesso d'aver pianto. Poco, ma ho pianto. Leggere che il proprio lavoro è ritenuto improponibile non è piacevole. Anzi, è come se un ferro da stiro ti venisse lanciato sui piedi scalzi. Sono corso a rileggermi i primi episodi delle avventure, e così ho commentato il post:
Sono il Marcolino di quelle avventure. La vostra critica mi fa piacere perché avete sottolineato dei difetti che ho trovato pure io rileggendomi. Sono d'accordo con voi che soprattutto i primi episodi sono una diarrea insopportabile di esagerazione e trasgressione, ma - se posso lanciare una lancia* a mio favore - la storia vuole essere proprio il viaggio di un tizio "tronfio e spocchiosamente sovrabbondante" (che si pavoneggia per le sue avventure peccaminose) il quale, episodio dopo episodio, capisce che tutto quell'esser tronfio non porta da nessuna parte.
Era questo che volevo raccontare nelle avventure. E sì, Marcolino è proprio come l'hanno descritto.
Ma poi cresce, cambia e, da Marcolino e la grande fuga a Marcolino e l'ex modello, in una Lisbona irreale, inizia a prendere coscienza di sé per poi capire, da Marcolino e il ritorno a casa all'episodio conclusivo Amalia, che il suo essere Marcolino, come giustamente ha commentato Lily Carpenetti nel post, è "simile a tanti ragazzotti di provincia molto pieni di sé che appaiono ridicoli".
Non a caso il titolo dell'ultimo episodio è privo d'ogni riferimento a Marcolino, perché questo drastico antieroe vanitoso, autoreferenziale, trasgressivo per posa, un po' cialtrone ma mai ciarlatano, inizia a uscire dal suo ruolo, smette di "marcolineggiare" e lascia spazio ad Amalia, il transessuale simbolo dell'Altro che ci aiuta a migliorare e diventar noi stessi.
Ad ogni modo se voglio e pretendo che nel web ci sia libertà d'espressione, devo accettare, con un po' d'amarezza certo, d'esser criticato. Come si suol dire, l'importante è che se ne parli.
Ho anche molta paura, paura di non aver alcun tipo di talento (qualsiasi cosa esso sia), insomma ho il terrore di scrivere di merda quando lo scrivere è l'unica capacità che penso di avere.
Internet mi espone a critiche, stroncature, cazziate (e permettemelo, pure ai cazzi!), ma queste critiche non possono che aiutarmi a migliorare. Se tornassi indietro, molto probabilmente, ridurrei le avventure da 14 a, che ne so, 8 episodi perché i primi tre sono realmente troppo eccessivi e non permettono al lettore d'acchiappare il messaggio che avrei voluto inviargli attraverso il mio stile sicuramente sovrabbondante.
Ad ogni modo se voglio e pretendo che nel web ci sia libertà d'espressione, devo accettare, con un po' d'amarezza certo, d'esser criticato. Come si suol dire, l'importante è che se ne parli.
Ho anche molta paura, paura di non aver alcun tipo di talento (qualsiasi cosa esso sia), insomma ho il terrore di scrivere di merda quando lo scrivere è l'unica capacità che penso di avere.
Internet mi espone a critiche, stroncature, cazziate (e permettemelo, pure ai cazzi!), ma queste critiche non possono che aiutarmi a migliorare. Se tornassi indietro, molto probabilmente, ridurrei le avventure da 14 a, che ne so, 8 episodi perché i primi tre sono realmente troppo eccessivi e non permettono al lettore d'acchiappare il messaggio che avrei voluto inviargli attraverso il mio stile sicuramente sovrabbondante.
E, infine, oggi è finalmente in vendita The Erotic Drabbles, una raccolta di 100 racconti erotici di 100 parole l'uno. Tre li ho scritti io. I racconti sono stati selezionati attraverso un concorso via Facebook e a marzo andrò alla presentazione al Buk di Modena.
La ruota gira. A volte bene, altre male.
Stiamo aggrappati alle pale e mettiamocela tutta per non cade.
* Sì, lo so che si dovrebbe scrivere spezzare una lancia, ma le lance io le lancio per far breccia. Inoltre ho sempre amato le figure etimologiche.
Non ti abbattere Marcolino, tu scrivi e fottitene ;)
RispondiElimina